Sassicaia è il vino da cui tutto ha avuto inizio. Prodotto dalla Tenuta San Guido nella sua proprietà a Bolgheri, sulla costa toscana, è stato il primo Super Tuscan, il vino che ha dimostrato che il terroir italiano poteva produrre Cabernet Sauvignon di qualità mondiale, e rimane, a più di cinquant'anni di distanza, il punto di riferimento rispetto al quale vengono misurati tutti gli altri vini pregiati italiani.
Per i collezionisti, il Sassicaia occupa una posizione unica in Toscana e nel vino italiano nel suo complesso. È l'unico vino in Italia a possedere una propria DOC di singola tenuta, istituita nel 1994, e produce costantemente alcune delle bottiglie più longeve e collezionabili del paese.
La Storia del Sassicaia e della Tenuta San Guido
La storia del Sassicaia inizia con il Marchese Mario Incisa della Rocchetta, un aristocratico con la passione per i grandi vini a base di Cabernet Sauvignon di Bordeaux. Negli anni '40, piantò barbatelle di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, provenienti, secondo la leggenda della tenuta, da Château Lafite Rothschild, in un vigneto collinare sassoso e poco promettente nella sua tenuta di Bolgheri che chiamò Sassicaia, ovvero "luogo sassoso."
Le prime annate, dagli anni '40 agli anni '60, furono consumate privatamente dalla famiglia. Fu solo nel 1968 che il vino fu rilasciato commercialmente, in gran parte su sollecitazione del nipote di Mario, Piero Antinori, che ne riconobbe lo straordinario potenziale. L'annata 1968 fu presentata a una importante degustazione internazionale nel 1978, dove superò una serie di Cabernet d'élite di Bordeaux e della Napa Valley, un risultato che annunciò al mondo che qualcosa di straordinario veniva prodotto sulla costa toscana.
Nel 1994, al Sassicaia fu assegnata la DOC Bolgheri Sassicaia, la prima e tuttora l'unica DOC di singola tenuta nella storia del vino italiano, un riconoscimento normativo della sua posizione unica che nessun altro vino italiano ha raggiunto.
Il Terroir del Sassicaia
I vigneti del Sassicaia si estendono su diversi siti nella DOC Bolgheri, a varie altitudini dal livello del mare fino a circa 400 metri sulle pendici delle Colline Metallifere. Questa gamma di altitudini è una delle caratteristiche distintive della tenuta: le parcelle costiere a quote più basse offrono calore e maturazione, mentre i vigneti ad altitudini più elevate, con le loro temperature più fresche e i terreni più rocciosi, contribuiscono alla freschezza, alla struttura e alla definizione aromatica che distinguono il Sassicaia dalla maggior parte degli altri vini di Bolgheri.
I terreni sono prevalentemente sassosi e poveri, composti da argilla calcarea, calcare e il materiale roccioso che dà il nome al vino, il quale stressa le viti e concentra il frutto. L'influenza marittima del Mar Tirreno modera le temperature durante tutta la stagione di crescita, preservando l'acidità e prolungando il periodo di maturazione in un modo critico per l'equilibrio e il potenziale di invecchiamento del Sassicaia.
La Vinificazione alla Tenuta San Guido
La vinificazione alla Tenuta San Guido si è evoluta notevolmente dalle prime uscite commerciali, ma l'approccio fondamentale rimane radicato nell'ispirazione bordolese della tenuta. L'assemblaggio è tipicamente composto per circa l'85% da Cabernet Sauvignon e per il 15% da Cabernet Franc, vinificati separatamente per parcella prima dell'assemblaggio. L'affinamento avviene in barrique di rovere francese, una combinazione di legno nuovo e usato, per circa 24 mesi, seguiti da un ulteriore affinamento in bottiglia prima del rilascio.
La vinificazione della tenuta è supervisionata da Sebastiano Rosa, nipote di Mario Incisa della Rocchetta, e la famiglia Antinori rimane strettamente coinvolta nella produzione e distribuzione del vino attraverso il suo rapporto di agenzia esclusiva con Tenuta San Guido. L'approccio è classico e misurato: l'obiettivo è sempre quello di esprimere l'annata e il terroir piuttosto che imporre uno stile.
Stile e Carattere
Il Sassicaia è il più classico e strutturato dei grandi Super Tuscan. Dove l'Ornellaia tende all'opulenza e il Tignanello al calore toscano guidato dal Sangiovese, il Sassicaia è il più austero e simile a un Bordeaux nella sua gioventù: teso, minerale e spesso richiedente da cinque a dieci anni prima di iniziare ad aprirsi. Nelle grandi annate, sviluppa una complessità straordinaria in venti-trent'anni: ribes nero, cedro, tabacco, grafite e una persistenza minerale che riflette il terroir sassoso di Bolgheri con notevole chiarezza.
È un vino che premia la pazienza più di quasi ogni altro produttore italiano, e ripaga ampiamente tale attesa.
Le Migliori Annate di Sassicaia
Tra le annate moderne più celebrate, la 2016 è ampiamente considerata uno dei migliori Sassicaia mai prodotti, un vino di straordinaria precisione, concentrazione e longevità. La 2015 è altrettanto potente e più immediatamente accessibile. La 2013 è una classica espressione dello stile strutturato e minerale della tenuta. La 2010 rimane uno dei vini italiani eccezionali del decennio. Andando più indietro, il 2001, il 1998 e il 1988 sono vini dallo status leggendario tra i collezionisti.
Investimento e Collezionabilità
Il Sassicaia è costantemente tra i vini italiani più ricercati alle aste globali. La sua importanza storica, come primo Super Tuscan e unica DOC di singola tenuta in Italia, gli conferisce un significato culturale che nessun altro vino italiano può eguagliare. La domanda sul mercato secondario è forte in tutti i principali mercati, e le annate migliori mantengono il loro valore e si apprezzano in modo affidabile nel tempo. Per i collezionisti che costruiscono una seria posizione italiana, il Sassicaia è la pietra miliare essenziale.
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