Chateau Musar: Una Testimonianza della Ricca Eredità Vinicola del Libano
Storia della Vinificazione in Libano
La tradizione vinicola del Libano si estende fino all'Età del Bronzo, con le sue radici saldamente piantate nella fertile Valle della Bekaa. I Fenici, rinomati per la loro navigazione e il commercio, furono tra i primi coltivatori di vigneti, diffondendo la viticoltura in tutto il Mediterraneo. Successivamente, l'influenza romana lasciò un'impronta indelebile sulla cultura del vino della regione, esemplificata dall'imponente Tempio di Bacco a Baalbek. Questo antico tempio, patrimonio dell'UNESCO, si erge come un monumentale tributo alla profonda connessione della regione con la produzione di vino, una tradizione che è durata per migliaia di anni.
Chateau Musar: Fondazione ed Eredità
Chateau Musar, la cantina più iconica del Libano, fu fondata nel 1930 da Gaston Hochar durante il Mandato Francese. Riconoscendo il potenziale del terroir unico del Libano, Gaston stabilì i suoi vigneti nella Valle della Bekaa, situando strategicamente la cantina 20 chilometri a nord di Beirut a Ghazir. Questa posizione, scelta per mitigare i rischi di instabilità geopolitica, permise alla cantina di superare la tumultuosa storia del Libano rimanendo un faro di eccellenza nel mondo del vino pregiato.
La Valle della Bekaa: Un Paradiso per i Viticoltori
La Valle della Bekaa, una regione di sorprendente bellezza incastonata tra due catene montuose, offre l'ambiente perfetto per la viticoltura. Ad un'altitudine di circa 1.000 metri, la valle sperimenta giornate calde e soleggiate e notti fresche, creando condizioni ideali per la maturazione dell'uva e l'equilibrio dell'acidità. I suoli, composti da terriccio, ciottoli e calcare, sono ricchi di nutrienti e ben drenati, mentre l'acqua di fusione delle montagne circostanti assicura un'irrigazione costante. Con un'eredità di 6.000 anni di vinificazione, la Valle della Bekaa rimane il cuore della viticoltura libanese.
Rinascita della Viticoltura Libanese
La storia della vinificazione in Libano ha affrontato sfide significative, in particolare durante il dominio islamico, quando la produzione di alcol fu vietata per oltre 1.000 anni. Tuttavia, i sacerdoti gesuiti reintrodussero la vinificazione in Libano nel 1857, ponendo le basi per una rinascita moderna. Anche durante la Guerra Civile Libanese, Chateau Musar persistette, interrompendo la produzione solo nel 1976 e nel 1984 durante i periodi più intensi del conflitto. Questa resilienza sottolinea l'impegno incrollabile dei viticoltori libanesi per la loro arte.
La Leadership Visionaria di Serge Hochar
Serge Hochar, il figlio maggiore di Gaston, elevò Chateau Musar alla fama globale. Dopo aver studiato enologia a Bordeaux e aver fatto pratica a Chateau Langoa-Barton, Serge sviluppò una filosofia incentrata sulla vinificazione naturale. Sostenne l'uso di lieviti selvaggi, evitò la chiarifica e la filtrazione, e si affidò a lunghi affinamenti in botte e in cantina per produrre vini di carattere eccezionale. Le sue miscele di Cabernet Sauvignon con vitigni del Rodano come Carignan e Cinsault divennero leggendarie, abbracciando le imperfezioni per creare vini pieni di fascino e individualità. Serge descrisse i suoi vini come “vini senza trucco,” guadagnandosi il titolo di Decanter Man of the Year nel 1984.
Caratteristiche dei Vini Chateau Musar
I vini rossi di Chateau Musar vengono affinati per 12 mesi in botti di rovere francese non tostate, seguiti da un lungo affinamento in cantina, risultando in una notevole profondità e complessità. Sono rinomati per le loro distintive tonalità brunastre, i profili speziati e l'eccezionale potenziale di invecchiamento, spesso superiore ai 15 anni. Ogni annata è intenzionalmente unica, riflettendo la variabilità naturale della vendemmia. Questo approccio, combinato con il loro stile idiosincratico, ha coltivato un seguito globale tra collezionisti e appassionati.
Operazioni Moderne
Oggi, Chateau Musar rimane sotto la guida dei nipoti di Gaston Hochar, Gaston e Marc, che continuano l'eredità della famiglia con dedizione e visione. La tenuta comprende 220 ettari di vigneti nella Valle della Bekaa, con i rossi coltivati a 1.000 metri e i bianchi a un'impressionante altitudine di 1.500 metri. I vitigni includono Cabernet Sauvignon, Carignan, Cinsault, Grenache, Syrah, Mourvedre, Viognier, Vermentino e uve autoctone libanesi come Obaideh e Merwah. La raccolta viene effettuata a mano, spesso da beduini locali, da agosto a ottobre. Come prima cantina libanese certificata biologica, Chateau Musar esemplifica un impegno per pratiche sostenibili e non interventiste.
L'Eredità Duratura di Chateau Musar
La resilienza e l'eccellenza di Chateau Musar hanno assicurato il suo posto come simbolo della vinificazione libanese. Nonostante le sfide che vanno dalla guerra agli ostacoli logistici, la cantina ha raggiunto il riconoscimento internazionale, con i suoi vini esportati per la prima volta in Gran Bretagna da The Wine Society nel 1971. Il Maggiore Ronald Barton, un ufficiale francese di stanza in Libano, fu un ammiratore e sostenitore precoce, sottolineando i legami storici della cantina con la Francia. Il profondo impatto di Serge Hochar è celebrato postumo, e i vini continuano a evocare lo spirito della Valle della Bekaa—un luogo che Serge descrisse come la casa spirituale del vino.
Chateau Musar è più di una cantina; è una testimonianza vivente dell'eredità vinicola duratura del Libano, che produce vini che risuonano con storia, resilienza e carattere impareggiabile.


