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Marchesi Antinori Tignanello

Marchesi Antinori TignanelloToscana, Italia

Tignanello è il vino che ha definito il concetto di Super Tuscan. Creato dai Marchesi Antinori nel 1971, è stato il primo vino a unire il Sangiovese al Cabernet Sauvignon nella Toscana moderna, il primo a essere affinato in piccole barrique francesi anziché nelle grandi botti di rovere di Slavonia che dominavano le cantine italiane all'epoca, e uno dei primi a essere declassato a Vino da Tavola in segno di protesta contro le regole DOC che privilegiavano la conformità burocratica rispetto alla qualità.

È stato, in breve, una rivoluzione in bottiglia. E più di cinquant'anni dopo, il Tignanello rimane uno dei vini più importanti, costanti e ricercati della Toscana, un vino che ha cambiato la storia dell'enologia italiana e continua a esprimersi ai massimi livelli.


La storia del Tignanello e dei Marchesi Antinori

La famiglia Antinori produce vino in Toscana dal 1385, vantando uno dei record di produzione vinicola ininterrotta più lunghi al mondo. Verso la metà del XX secolo, la famiglia era una forza trainante nella produzione di Chianti, ma il Marchese Piero Antinori divenne sempre più frustrato dalle restrizioni del sistema DOC italiano, che imponeva l'inclusione di vitigni a bacca bianca nel Chianti e proibiva l'uso di piccole botti di rovere in un modo che, a suo avviso, limitava fondamentalmente la qualità.

Nel 1971, collaborando con l'enologo Giacomo Tachis, Piero Antinori produsse il primo Tignanello, che prendeva il nome dall'omonimo vigneto situato all'interno della tenuta di Santa Cristina, sulle colline del Chianti Classico. Era un blend di Sangiovese (80%), Cabernet Sauvignon (15%) e Cabernet Franc (5%), affinato in piccole barrique francesi. Poiché non rispettava le regole del Chianti DOC, fu etichettato come Vino da Tavola, un deliberato atto di sfida che inviava un messaggio chiaro: l'obiettivo era la qualità, non la classificazione.

Il successo del vino fu immediato e trasformativo. Altri produttori toscani seguirono l'esempio, nacque il movimento dei Super Tuscan e il ruolo di Antinori nel rimodellare i grandi vini italiani fu cementato. Il Tignanello è stato prodotto in ogni annata dal 1971 e la famiglia Antinori rimane ancora oggi una delle forze più significative nel panorama dei vini pregiati toscani.


Il Terroir del Tignanello

Il Tignanello è prodotto da un singolo vigneto di 47 ettari, il vigneto Tignanello, all'interno della tenuta Santa Cristina nelle colline del Chianti Classico a sud di Firenze. Il vigneto si trova ad altitudini comprese tra 350 e 400 metri su pendii esposti a sud e sud-ovest, con terreni sottili e rocciosi di galestro e alberese, i suoli classici della zona del Chianti Classico.

Il galestro è una roccia calcarea friabile, simile allo scisto, che drena eccezionalmente bene e mette sotto stress le viti, concentrando il frutto e producendo vini di grande struttura e definizione aromatica. L'alberese è un terreno argillo-calcareo più duro e compatto che contribuisce al corpo e alla profondità. La combinazione, in altitudine su pendii esposti a sud, è ideale per il Sangiovese, producendo uve con eccellente struttura, acidità naturale e la complessità aromatica che definisce il carattere del Tignanello.

L'inclusione del Cabernet Sauvignon nel blend apporta ulteriore struttura e profondità di frutti scuri, estendendo il potenziale di invecchiamento del vino e conferendogli un fascino più internazionale rispetto a quanto otterrebbe un Sangiovese in purezza.


La vinificazione presso Marchesi Antinori

Il Tignanello viene vinificato con meticolosa attenzione al carattere individuale di ogni parcella della tenuta. La fermentazione avviene in tini di acciaio inossidabile a temperatura controllata, con macerazione sulle bucce per estrarre colore, tannini e complessità aromatica. Il vino viene poi affinato per circa 12-14 mesi in una combinazione di barrique francesi nuove e usate, un periodo di affinamento più breve rispetto a molti vini comparabili, riflettendo la preferenza di Antinori per la freschezza e l'integrazione rispetto al peso conferito dal legno.

Il blend viene assemblato dopo l'affinamento, valutando separatamente le componenti di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc prima di comporre il vino finale. Il risultato è un vino dal carattere distintamente toscano — il cuore di Sangiovese è sempre la voce dominante — ma con una struttura internazionale e un'accessibilità che riflette le componenti di Cabernet.


I vini dei Marchesi Antinori

Tignanello

Il vino di punta e una delle bottiglie più importanti d'Italia. Un blend di circa l'80% di Sangiovese, il 15% di Cabernet Sauvignon e il 5% di Cabernet Franc proveniente dal vigneto Tignanello; è un vino che combina la complessità aromatica e l'acidità del grande Sangiovese con la struttura e la profondità dei frutti scuri delle varietà Cabernet. Costante, adatto all'invecchiamento e storicamente significativo.

Solaia

Il secondo grande Super Tuscan di Antinori proveniente dalla stessa tenuta, il Solaia inverte l'enfasi varietale: è un blend a predominanza di Cabernet composto da circa il 75% di Cabernet Sauvignon, il 20% di Sangiovese e il 5% di Cabernet Franc, prodotto dal vigneto Solaia adiacente al Tignanello. È tipicamente più ricco, opulento e di stile più internazionale rispetto al Tignanello, ed è prodotto in quantità minori, il che lo rende un vino da collezione estremamente ricercato.


Stile e carattere

Il Tignanello occupa una posizione unica tra i Super Tuscan. Mentre il Sassicaia è il più bordolese e classico, e l'Ornellaia il più opulento e ricco di frutto, il Tignanello è il più distintamente toscano, il vino in cui le caratteristiche note di ciliegia, erbe essiccate, cuoio e la naturale alta acidità del Sangiovese sono espresse più chiaramente, supportate dalla profondità e dalla struttura della componente Cabernet.

È un vino di notevole eleganza piuttosto che di forza bruta, e premia la beva a partire dagli otto anni di età nelle annate più accessibili, mentre le annate migliori — 2016, 2015, 2010, 2006, 2001 — sviluppano ulteriore complessità e finezza nell'arco di quindici-venti anni.


Investimento e collezionabilità

Il Tignanello è uno dei vini italiani più costantemente collezionati alle aste e porta con sé un'importanza storica che nessun altro Super Tuscan può eguagliare. Il suo ruolo nel rimodellare il vino italiano gli conferisce un significato culturale che va oltre la sola qualità, e la combinazione di produzione costante, forte riconoscimento della critica e ampia domanda internazionale lo rende uno dei vini italiani più liquidi sul mercato secondario. Il Solaia, prodotto in quantità minori, spunta prezzi più elevati ed è sempre più ricercato dai collezionisti come vino gemello del Tignanello.


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Antinori
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Solaia 2022

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