La cantina Isole e Olena, un faro di eccellenza nella regione del Chianti Classico in Toscana, ha una storia che risale agli anni '50. La tenuta, che comprende i borghi di Isole e Olena, fu acquistata dalla famiglia De Marchi, originaria dell'Alto Piemonte. Questa regione del nord Italia era stata la casa della famiglia De Marchi per generazioni, ma il mercato difficile per i loro vini portò il padre di Paolo De Marchi a cercare nuove opportunità in Toscana. La tenuta Isole e Olena era allora solo un mosaico di vigneti trascurati, ma aveva il potenziale che sarebbe stato poi sbloccato da Paolo De Marchi.
Nel 1976, un giovane Paolo De Marchi, di soli 25 anni, prese le redini della tenuta, segnando l'inizio di un'era di trasformazione. Con una laurea in scienze agrarie ed enologia presso l'Università di Torino, Paolo portò sia passione che competenza nel suo nuovo ruolo. I suoi anni iniziali furono dedicati al ringiovanimento della tenuta, che era in disperato bisogno di ristrutturazione. Ripianto due terzi dei vigneti con cloni a bassa resa, raddoppiò la densità delle viti e restaurò le antiche terrazze che avrebbero poi definito i vini della tenuta.
I primi anni non furono privi di sfide. La regione del Chianti Classico all'epoca era vincolata da regolamenti che richiedevano l'inclusione di uve bianche nel blend, un retaggio dei tempi in cui i mezzadri avevano bisogno di vini leggeri e acidi per il consumo quotidiano. Paolo, tuttavia, era insoddisfatto della qualità che questo produceva e iniziò rapidamente a vendere il vino da uve bianche, concentrandosi invece sul miglioramento del vino rosso. Nel 1980, Paolo prese la coraggiosa decisione di produrre un vino 100% Sangiovese, chiamandolo Cepparello in onore di un piccolo ruscello della tenuta. Questa mossa fu rivoluzionaria, poiché i vini di puro Sangiovese non erano legalmente riconosciuti come Chianti Classico all'epoca. Il Cepparello divenne uno dei primi "Super Tuscans", ed è ora il vino di punta di Isole e Olena, conosciuto in tutto il mondo per la sua eleganza e longevità.
Oltre alla sua dedizione al Sangiovese, Paolo era incuriosito dalle varietà internazionali. Nel 1984 innestò Chardonnay su viti di Trebbiano esistenti, producendo un vino che ebbe subito successo. Seguì l'introduzione del Syrah nel 1988, rendendo Isole e Olena la prima tenuta italiana a esplorare questa varietà. Nonostante l'attenzione internazionale che questi vini portarono, Paolo rimase fedele alla sua visione per il Chianti Classico, assicurando che il Sangiovese rimanesse il cuore della sua produzione.
La tenuta Isole e Olena, situata sui pendii occidentali del Chianti Classico ad altitudini di 350-450 metri, beneficia delle fresche brezze marine e dei complessi terreni calcarei e argillosi. Queste condizioni sono ideali per produrre vini con una fine acidità, eleganza e una distintiva mineralità. Il Chianti Classico standard di Isole e Olena è celebrato per la sua freschezza e purezza di frutto, una testimonianza della cura meticolosa che va in ogni bottiglia.
L'approccio di Paolo De Marchi alla vinificazione è sempre stato caratterizzato da un profondo rispetto per la terra. Crede in strategie a lungo termine piuttosto che in tendenze a breve termine, una filosofia che ha guidato la tenuta attraverso decenni di cambiamenti. Sotto la sua guida, Isole e Olena non solo ha preservato ma anche migliorato la tipicità del Chianti Classico, rendendolo uno dei nomi più rispettati della regione.
Nel 2022, dopo quasi cinque decenni al timone, Paolo De Marchi ha venduto la tenuta al gruppo di lusso francese EPI, che possiede anche case di Champagne come Charles Heidsieck e la storica tenuta Biondi Santi a Montalcino. Sebbene ciò abbia segnato la fine di un'era, l'eredità di Paolo a Isole e Olena è destinata a continuare, poiché egli rimane coinvolto nella transizione fino alla fine del 2023. Il futuro della tenuta ora riposa nelle mani di EPI, ma le fondamenta poste da Paolo assicurano che Isole e Olena continuerà a produrre alcuni dei vini più venerati della Toscana per gli anni a venire.


