Saint-Estèphe, Bordeaux
Classificazione Bordeaux 1855: Secondo Cru
Château Montrose, una distinta tenuta Secondo Cru nell'appellazione Saint-Estèphe di Bordeaux, è rinomata per la produzione di vini di eccezionale potenza, struttura e longevità. Spesso definito il "Latour di Saint-Estèphe" per i suoi vini robusti e adatti all'invecchiamento, Montrose si è affermato come una delle tenute leader di Bordeaux. Con una storia che risale a oltre due secoli e un terroir unico che lo distingue, Château Montrose continua ad affascinare amanti del vino e critici con il suo incrollabile impegno per la qualità.
Storia di Château Montrose
La storia di Château Montrose inizia nel 1778 quando Etienne Théodore Dumoulin ereditò la terra dove ora sorge la tenuta. A quel tempo, l'area era conosciuta come "Lande de l’Escargeon" ed era per lo più incolta. Riconoscendo il potenziale della terra per la viticoltura, Dumoulin iniziò a piantare vigneti e, nel 1815, la tenuta fu fondata con il nome Montrose. Si ritiene che il nome "Montrose" derivi dalla tonalità rosata dell'erica che un tempo copriva la collina.
Montrose acquisì rapidamente la reputazione di produrre vini di alta qualità e, al momento della Classificazione di Bordeaux del 1855, fu classificato come Secondo Cru, consolidando il suo status di una delle migliori tenute di Bordeaux. La tenuta cambiò proprietario più volte nel corso del XIX e XX secolo, con ogni proprietario che contribuì al suo sviluppo e successo. In particolare, nel 1896, la famiglia Charmolüe rilevò la tenuta e la gestì per quasi un secolo, durante il quale Montrose divenne nota per la sua qualità costante e il suo stile distintivo.
Nel 2006, Château Montrose è stato acquisito da Martin e Olivier Bouygues, che da allora hanno investito massicciamente nella tenuta, modernizzando la cantina e le pratiche di gestione del vigneto pur preservando i metodi tradizionali della tenuta. Sotto la direzione della famiglia Bouygues, Montrose ha continuato a migliorare la sua reputazione, producendo vini venerati per la loro concentrazione, eleganza e capacità di invecchiare per decenni.
Il Terroir di Château Montrose
Il terroir di Château Montrose è uno dei fattori chiave che contribuiscono al carattere unico e alla qualità dei suoi vini. I 95 ettari di vigneti della tenuta si trovano su un altopiano ghiaioso che si affaccia sull'estuario della Gironda, il quale fornisce un microclima naturale ideale per la viticoltura. I terreni ghiaiosi sono intervallati da argilla e calcare, fornendo un eccellente drenaggio e permettendo alle viti di radicare in profondità, accedendo a nutrienti essenziali e acqua. Questa combinazione di ghiaia e argilla è particolarmente adatta al Cabernet Sauvignon, che prospera in queste condizioni e costituisce la spina dorsale dei vini di Montrose.
Il vigneto è piantato con 60% Cabernet Sauvignon, 32% Merlot, 6% Cabernet Franc e 2% Petit Verdot. Questa miscela riflette l'impegno di Montrose nel catturare l'essenza del suo terroir, con il Cabernet Sauvignon che fornisce struttura e longevità, il Merlot che aggiunge ricchezza e rotondità, e le altre varietà che contribuiscono alla complessità aromatica e alla finezza.
La vicinanza del vigneto all'estuario della Gironda crea un microclima unico che modera le temperature e riduce il rischio di gelate, garantendo una stagione di crescita lunga e uniforme. Questo terroir, combinato con una meticolosa gestione del vigneto, permette a Château Montrose di produrre vini potenti e raffinati, con una notevole capacità di invecchiare con grazia per decenni.
La Vinificazione a Château Montrose
La vinificazione a Château Montrose è un processo meticoloso che enfatizza la precisione e l'attenzione ai dettagli. Le uve vengono raccolte a mano e accuratamente selezionate per garantire che solo i frutti migliori siano utilizzati nel processo di vinificazione. La fermentazione avviene in tini di acciaio inossidabile e cemento a temperatura controllata, consentendo un controllo preciso sull'estrazione di sapori e tannini.
I vini vengono poi affinati in botti di rovere francese per 18-20 mesi, con circa il 60% di rovere nuovo utilizzato ogni anno. Questo processo di invecchiamento esalta la complessità e la profondità dei vini, permettendo ai tannini di ammorbidirsi e ai sapori di integrarsi armoniosamente. Il risultato è un vino potente ed elegante, capace di sviluppare maggiore complessità e sfumature nel tempo.



